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Cos’è il nomadismo fiscale?

Un cambio di paradigma, un modo alternativo di interpretare il rapporto tra Stati e Cittadini, un nuovo stile di vita.

Negli ultimi 20 anni si sono verificati tre cambiamenti molto importanti:

– il drastico abbassamento delle tariffe aeree;

– la possibilità di ottenere molto più facilmente il permesso di residenza in uno Stato diverso da quello di origine, sia all’interno della Unione Europea ma anche in molti altri Stati extra-europei;

– la possibilità di lavorare via internet anche vivendo in un luogo molto lontano da quello in cui si trovano i clienti.

Questi tre fattori hanno consentito sempre a più persone di poter scegliere il luogo in cui vivere e lavorare ed ha fatto emergere un nuovo mercato.

IL MERCATO DEI SERVIZI PUBBLICI

Gli Stati sono diventati, in sostanza, fornitori di servizi pubblici che si contendono i cittadini ed il gettito erariale che questi producono.

I cittadini, dal conto loro, hanno acquisito la facoltà di scegliere, molto più facilmente rispetto al passato, quale Stato utilizzare come fornitore.

Imposte e tasse sono quindi il prezzo che si decide di pagare allo Stato selezionato come fornitore.

Fino ai primi anni 2000, se avessi voluto avviare una azienda di comunicazione, avrei dovuto collocare i miei uffici a Milano per rivolgermi al bacino di clienti business, o a Roma se avessi voluto occuparmi di comunicazione politica. Oggi posso tranquillamente aprire la mia impresa a Gran Canaria o a Londra, ingaggiare collaboratori sparsi ovunque nel mondo e rivolgermi a clienti di Milano, Roma o in qualsiasi altra città in Italia o in un altro Stato.

Ciascuno Stato applica una imposizione fiscale differente rispetto a quella degli altri Stati, ed all’interno di ciascuno Stato, le diverse categorie di reddito sono tassate in maniera differente l’una dall’altra.

Ci sono Stati come l’Estonia che hanno una imposizione fiscale più alta sui redditi da lavoro (imposizione del reddito + contributi sociali = 53%) ma molto bassa sul reddito di impresa (20% ma si applica solo nel momento della distruzione degli utili, quindi è 0% su tutto quello che si lascia in azienda a fine anno).

Altri Stati come l’Irlanda hanno una imposizione più bassa sul reddito di impresa (12.5%) e molto più alta sui redditi finanziari e sulle eredità (33%).

Per fare un confronto in Italia l’imposizione sui redditi di impresa è del 24%, quella sui redditi finanziari è al 26%, l’imposizione sul consto del lavoro è superiore al 50%, mentre per le eredità di famiglia è dello 0% fino ad 1 milione di Euro.

LE OFFERTE PROMOZIONALI PER I NUOVI CLIENTI

Diversi Stati hanno colto l’occasione offerta da questi cambiamenti introducendo profili fiscali di vantaggio per attirare nuovi cittadini ed appropriarsi, in questo modo, di gettito erariale aggiuntivo.

I profili fiscali di vantaggio solitamente possono essere utilizzati solo dai cittadini stranieri o da persone residenti all’estero da molti anni che vogliono rientrare a casa.

In sostanza gli Stati hanno iniziato a comportarsi alla stregua dei fornitori di telefonia mobile che offrono sconti solo ai nuovi clienti o ai clienti che cambiano operatore passando ad esempio da TIM a Vodafone.

Per fare alcuni esempi, il Portogallo nel 2009 ha istituito il regime di Residente Non Abituale: a certe condizioni e per un periodo di 10 anni applica ai cittadini che non hanno nazionalità portoghese e che si trasferiscono a vivere in Portogallo una imposizione fiscale dello 0% sui redditi percepiti al di fuori del Portogallo, il 10% ai redditi da pensione e il 20% ai redditi generati in Portogallo.

La Grecia, che notoriamente ha una imposizione fiscale molto alta, a Settembre 2020 ha ratificato una legge che consente a chi percepisce una pensione dall’estero, quindi erogato da un ente di previdenza sociale non greco, di trasferirsi in Grecia e vedersi la pensione tassata solo del 7%.

Anche l’Italia è entrata in questo mercato e dal 2017 offre un profilo fiscale vantaggioso ai cittadini stranieri che si trasferiscono in Italia o agli italiani che hanno vissuto per un minimo di 9 anni all’estero e vogliono tornare in patria: è possibile optare per il pagamento di una tassa fissa di 100 mila euro all’anno per tutti i redditi prodotti all’estero, è un profilo pensato per le persone ad alto reddito. Chi percepisce un reddito annuo di 2 milioni di euro, versando una tassa fissa di 100.000€, si ritroverebbe a pagare una aliquota del 5%. L’imposta è fissa quindi all’aumentare del reddito, l’aliquota si riduce in percentuale.

UN NUOVO STILE DI VITA

Il nomadismo fiscale consiste nell’organizzare la propria vita scegliendo lo Stato in cui collocare la residenza personale, quello in cui aprire l’azienda ed quello in cui effettuare i propri investimenti, come fossero bandiere su di una cartina geografica. Le bandiere possono essere spostate nel tempo e nello spazio, da uno Stato all’altro, a seconda della convenienza.

In questo modo il nomade fiscale può ottimizzare il costo di fornitura dei servizi pubblici esattamente come fa con qualsiasi altro costo che riguarda l’attività di impresa o la vita personale.

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