Dropshipping e limite dei cinque mila euro

domanda lui celeste 100> Michelangelo 20.01.2017

Ciao Bill,

io ed altri due miei amici vorremo avviare una attività di  dropshipping cioè, acquistare e vendere merce online senza avere alcun deposito. Vorremo vendere prodotti per la casa via internet su Amazon e su Ebay. Chiedendo in giro ho raccolto informazioni poco chiare da commercialisti ed amici su costi e tasse. Un po’ intimorito da quello che mi hanno detto ho fermato temporaneamente il progetto. Volevo chiederti, quali sono le tasse che una persona deve pagare per vendere online se si superano i 5.000 euro di fatturato? Per svolgere l’attività di dropshipping è sufficiente aprire la partita IVA oppure è necessario fare altro per essere in regola con le leggi italiane?


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 Nomad Bill 20.01.2017

Ciao Michelangelo,

hai fatto bene a bloccare il progetto. E’ necessario che tu comprenda due concetti fondamentali prima di andare avanti.

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Il limite dei 5.000 euro e la partita IVA.

Per valutare se per te è arrivato il momento di aprire la partita IVA devi considerare tre condizioni, una quantitativa, una temporale ed uno qualitativa. Se si verifica una sola di queste tre condizioni, sei obbligato ad aprire la partita IVA.

Il limite dei 5.000 euro a cui tu fai riferimento è l’elemento quantitativo, se svolgi una attività anche occasionale e durante l’anno solare superi il fatturato di 5.000 euro sei obbligato ad aprire la partita IVA.

Il limite temporale invece ti impone di aprire la partita IVA se svolgi l’attività di compravendita o la fornitura di un servizio per un periodo che supera i 30 giorni.

C’è poi da considerare anche l’elemento qualitativo, se tu svolgi l’attività di compravendita in maniera professionale, ossia ti impegni quotidianamente e con continuità a cercare fornitori ed acquirenti ed a comprare e vendere merce, facendo di questa attività il tuo unico lavoro o il lavoro principale, allora stai svolgendo la tua attività in maniera professionale ed è quindi necessario che tu apra la partita IVA anche se non hai raggiunto il limite dei 5.000 euro.

Ti faccio un esempio se tu apri un sito e-commerce, ci metti un catalogo di prodotti, contatti i fornitori per fare accordi commerciali, stabilisci i prezzi di vendita ed inizi a fare pubblicità, stai evidentemente svolgendo una attività in maniera professionale. Sempre per restare nell’ipotesi se tu nei primi 12 mesi di attività vendi solo 4.500 euro di merce perché il tuo sito non è molto conosciuto o perché non hai il budget iniziale per farti pubblicità, questo non ti esime dall’obbligo di aprire la partita IVA. Stai comunque svolgendo l’attività in maniera professionale ed il fatto che tu non riesca a conseguire vendite non fa nessuna differenza dal punto di vista dei tuoi obblighi fiscali.

Il dropshipping e gli obblighi fiscali per essere in regola.

La vendita in dropshipping è in tutto e per tutto equiparabile all’attività che svolge un commerciante. Anche se acquisti e vendi merce online senza fare magazzino, la sostanza non cambia. Secondo la normativa fiscale italiana, sei considerato come un negoziante che acquista dal grossista e rivende nel proprio punto vendita.

E’ più semplice vendere in dropshipping perché non sei costretto ad acquistare quantitativi di merce consistenti prima di iniziare le vendite e puoi acquistare anche un solo pezzo dopo averlo già venduto. Non ti serve capitale per iniziare e non devi adempiere a tutti gli obblighi burocratici che avere un punto vendita al pubblico comporta ma devi comunque aprire la partita IVA subito e senza aspettare di aver raggiunto il limite dei 5.000 euro, devi inoltre iscriverti all’INPS Gestione Commercianti.

L’iscrizione alla gestione commercianti comporta il versamento di un contributo minimale annuo di circa 3.600 euro, a cui sei obbligato anche se per assurdo dovessi avere un guadagno inferiore a 3.600 euro.

Inoltre, a seconda della tua età, del fatturato ed una serie di altri fattori dovrai pagare l’IRPEF sull’utile conseguito nell’anno fiscale .

La normativa è complessa ed è necessario valutare il caso specifico quindi ti consiglio di rivolgerti ad un commercialista italiano per farti seguire.

Se non sei sicuro di riuscire ad avere guadagni che coprono il minimale INPS e non hai risparmi che ti consentano di sostenere l’obbligo contributivo ti consiglio di riconfigurare il tuo modello di business indirizzandoti verso l’affiliate marketing o l’intermediazione.

Queste ultime due modalità di lavoro possono essere inquadrate come attività di consulenza o comunque non come attività commerciali e quindi, pur comportando l’obbligo di pagare l’INPS in percentuale sui guadagni ottenuti, iscrivendoti alla Gestione Separata, non ti espongono all’obbligo del minimale annuo e potrebbe un modo per iniziare a fare esperienza se parti da zero.

Sono consapevole che il dropshipping può offrire margini di guadagno superiori all’affiliate marketing o all’intermediazione ma in compenso non rischi di indebitarsi per pagare il minimale INPS.

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Se è la tua prima visita al blog e sei a digiuno della materia, ti consiglio di leggere i 5 articoli qui sotto, sono fondamentali per comprendere tutto il resto.

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Internazionalizzare la tua posizione fiscale e finanziaria è fondamentale se vuoi essere al riparo dalle alterne fortune politiche ed economiche di uno Stato. Comprendere le strategie legali a tua disposizione è diventato necessario.

Ciascuno dei circa 200 Paesi esistenti adotta un sistema di tassazione differente. Possiamo raggrupparli in 3 macro categorie: territoriale, di residenza e di cittadinanza. Quale è il più conveniente?

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