> Nomad Bill

Versare le imposte è un tuo dovere.

Scegliere lo Stato a cui versare è un tuo diritto.

Sin da bambino mi hanno insegnato che pagare le imposte è un dovere morale e che è giusto concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva. Più guadagni più paghi, è scritto anche nella Costituzione.

Mi hanno insegnato che esistono delle istituzioni al di sopra delle persone, delle entità terze ed imparziali che hanno lo scopo di prendersi cura di me dalla culla alla tomba, quasi come se lo Stato fosse una persona reale, un buon padre di famiglia che agisce sempre per il bene dei propri figli, anche quando fa la voce grossa o punisce con uno schiaffone.

Ora sono cresciuto ed ho scoperto che non era vero niente.

Ci siamo solo noi, una comunità di esseri umani divisi in due gruppi, da una parte il settore privato e dell’altra quello pubblico.

Da una parte quelli che producono beni e servizi e li vendono al mercato, i produttori di imposte.

Dall’altra quelli che producono beni e servizi pubblici o che in qualche modo vivono di assistenza, i consumatori di imposte.

La differenza tra i due gruppi è che il primo agisce su base volontaria mentre il secondo fa anche le leggi ed amministra la giustizia.

In teoria siamo in un regime democratico, possiamo votare e scegliere chi ci governa e fa le leggi.

In realtà gli appartenenti al secondo gruppo, in Italia, sono ormai la maggioranza e mai nessuna legge passerà senza il loro consenso.

Se fai parte del primo gruppo, sei e rimarrai in minoranza.

Ho viaggiato ed ho scoperto che non funziona ovunque come da noi.

Ho scoperto che ci sono Paesi in cui il settore pubblico è al servizio di quello privato, Paesi in cui fare impresa non è peccato, Paesi in cui ti realizzi perché sei bravo a fare qualcosa e non perché hai i santi in paradiso.

Votare questo o quello non ti salverà, ora però puoi votare con i piedi.

La mia visione è questa, oggettivamente le imposte vanno pagate perché la legge lo impone e ti conviene rispettarla, se ci pensi però, l’etica e la morale non c’entrano nulla, le imposte sono solo il prezzo che come cittadino di uno Stato devi pagare per ricevere in cambio i servizi pubblici.

Se il prezzo che lo Stato in cui vivi ti impone è troppo elevato rispetto ai servizi che offre, puoi scegliere di vivere o fare impresa in uno Stato diverso, uno in cui il prezzo è più basso a parità di servizi o la qualità dei servizi è più alta a parità di imposte.

Negli ultimi anni internet, il trattato di Maastricht ed i voli low cost hanno trasformato l’Unione Europea in un nuovo mercato in cui gli Stati sono diventati 28 fornitori che offrono i medesimi servizi.

Come cittadino europeo ora puoi scegliere di vivere e lavorare in uno dei Paesi della Unione Europea senza grandi difficoltà e senza chiedere il permesso a nessuno.

Se credi alla mia visione, puoi considerare lo Stato in cui vivi non più come monopolista nella fornitura dei servizi pubblici ma come uno dei 28 concorrenti di un nuovo mercato. Ora non sei più un utente, costretto a pagare un prezzo alto ed imposto per legge in cambio di servizi scadenti e senza avere alternative.

Ora tu sei un cliente ed hai 28 fornitori diversi tra cui scegliere..

Internazionalizzare la tua posizione fiscale e finanziaria è fondamentale se vuoi essere al riparo dalle alterne fortune politiche ed economiche di uno Stato. Comprendere le strategie legali a tua disposizione è diventato necessario.

Ciascuno dei circa 200 Paesi esistenti adotta un sistema di tassazione differente. Possiamo raggrupparli in 3 macro categorie: territoriale, di residenza e di cittadinanza. Quale è il più conveniente?

INDICE ARTICOLI.